Bentrovati con un nuovo appuntamento della newsletter settimanale di Ellycode. Continua il nostro racconto, arriviamo al numero 116 e aggiungiamo una tappa fondamentale a questo cammino. Dopo aver esplorato il mondo dell’ospitalità con Antonio Maresca (qui l’articolo che parla di lui), continuiamo a dare voce ai dati attraverso chi li vive sul campo: professionisti che li usano per decidere e capire, non per riempire slide o fare scena.
Per questo motivo siamo molto contenti di portare avanti il “Programma Ambassador Elly” con l’obiettivo dichiarato di voler coinvolgere persone che parlano la nostra lingua, che conoscono i settori “da dentro” e sanno leggere i numeri per quello che sono: storie, responsabilità e leve di cambiamento.
Siamo quindi molto felici di avere con noi Giuseppe Noschese.
Giuseppe grandissimo esperto di commercio elettronico, si occupa di innovazione digitale e aiuta aziende e team a prendere decisioni migliori, rapide e misurabili. Il suo approccio è pragmatico. Parte dal problema, sceglie le metriche che contano davvero e costruisce routine sostenibili per trasformare il dato in azione, con la velocità richiesta dal mercato attuale.
Come da tradizione, però prima di immergerci nella lettura, alziamo il volume delle casse e facciamo partire un brano dalla nostra playlist Spotify, scelto oggi per l’occasione personalmente da Giuseppe:
🎵 Go — The Chemical Brothers
Ritmo, metodo, movimento continuo, iterazione, spinta in avanti. Un grande pezzo che ci spinge a non restare fermi mai.
Partiamo!
Perché il Programma Ambassador Elly continua
È vero, ve lo abbiamo raccontato tante volte, ma è giusto ricordarci sempre che Elly nasce da un’idea semplice ma molto ambiziosa: rendere la Business Intelligence accessibile e sostenibile per le aziende che non possono permettersi progetti eterni o team dedicati.
Nel tempo abbiamo capito che anche gli strumenti migliori falliscono se manca un ponte tra dati e persone, tra numeri e decisioni, tra tecnologia e cultura aziendale.
Gli Ambassador Elly esistono per costruire questo collegamento.
Nel mondo dei dati la differenza la fanno sempre le persone. Persone che vivono le frizioni e le pressioni quotidiane del proprio dominio; persone che usano i dati per scegliere, raccontare ed educare. Persone che, come noi, vedono la tecnologia come mezzo, mai come fine.
Chi è Giuseppe Noschese (e perché è la persona giusta)
Giuseppe lavora nel digitale e nell’eCommerce ormai da molti anni e per descriverlo al meglio gli rubiamo una frase che gli abbiamo sentire dire spesso:
“Nel digitale non vince chi pianifica di più, vince chi si adatta meglio.”
È questa lucidità — la capacità di mettere a fuoco il reale e non l’illusione — che ci ha convinti fin dal primo confronto a chiedergli di salire a bordo e accompagnarci in questo viaggio.
Il suo imprinting è chiaro: niente rigidità o burocrazia travestita da strategia. Solo obiettivi chiari, misurazioni coerenti e una base dati agile per sperimentare senza dover ricominciare da zero ogni volta.
Siete d’accordo con noi che c’è “qualcosa di profondamente Elly” in questo approccio? 😄
La sfida dell’eCommerce: profittabilità e velocità
Alla domanda su quale sia la sfida più grande oggi per uno store online, Giuseppe non ha avuto dubbi:
“La sfida principale è la profittabilità in un contesto ad alta pressione, unita alla velocità di adattamento.”
Tra costi di acquisizione in aumento, concorrenza globale e complessità logistica, il mercato cambia spesso prima di aver chiuso un’analisi. Ecco perché i dati sono i mattoni delle decisioni. Giuseppe è definitivo su questo:
“Un dato è utile quando è affidabile, azionabile e arriva in tempo per decidere.”
Non servono dashboard sbrilluccicanti. Serve sapere cosa guardare, quando guardarlo e come interpretarlo con disciplina. Nell’eCommerce, i dati accelerano i risultati in tre aree chiave:
Marginalità, pricing e promo: margine di contribuzione reale per SKU, effetto sconti e costi logistici.
Customer intelligence: retention, coorti, LTV e segmentazioni per CRM e advertising.
Operations e stock: rotazione, forecast e gestione dei riordini.
Con un sistema dati agile, testare nuovi canali smette di essere una scommessa e diventa un processo controllato.
E quando si parla di AI?
Giuseppe è netto: “Opportunità, rischi e fuffa. Tutte e tre.”
Opportunità: velocizzare le analisi e accorciare il tempo tra domanda e decisione.
Rischi: se le fonti non sono solide, l’AI amplifica la confusione con risposte convincenti ma errate.
Fuffa: quando l’AI è solo un’etichetta senza vantaggi misurabili.
Queste parole riflettono il nostro Manifesto Elly: l’AI non deve sostituire il pensiero, deve potenziarlo e semplificarlo. Solo così resta umana e porta valore.
Il data-driven che serve davvero
Il concetto chiave emerso dal dialogo con Giuseppe è questo:
“Data-driven non è produrre report. È ridurre il tempo tra ipotesi → test → decisione.”
Essere efficaci significa essere agili: pochi KPI core, definizioni condivise, base dati unificata e rituali brevi (settimanali e monthly). È esattamente ciò che vogliamo rendere possibile con Elly: meno rigidità, più apprendimento rapido.
Avere Giuseppe come Ambassador non significa aggiungere un testimonial, ma integrare una voce che pensa. Un professionista che fa domande difficili e vede nel dato un modo per lavorare meglio, non per giudicare.
Chiudiamo con “Go”. Non per correre a caso, ma per trovare il ritmo e il metodo necessari a guidare il mercato, invece di inseguirlo.


