Il problema del lampione
I dati ci sono, ma noi continuiamo a illuminare sempre le stesse cose.
Eccoci di nuovo qui, con voi, per il nostro consueto appuntamento sul mondo della Business Intelligence. Continuiamo a macinare settimane e oggi con il nostro articolo numero 128 vogliamo partire da un’immagine semplice, quasi romantica: un lampione acceso in mezzo alla strada.
Ma non pensate neanche per un attimo che si tratti di un articolo pessimistico, non parleremo certo di buio. All’opposto. Vogliamo parlare di quello che succede quando la luce resta ferma e illumina sempre nello stesso posto, senza che nessuno si decida a spostarla.
Come da tradizione, prima di entrare nel tema, accompagniamo la lettura con un brano dalla nostra playlist Spotify Data Grooves, curata da noi settimana dopo settimana:
🎵 “Dreams” — The Cranberries, Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We? (1993)
Perché sognare non significa evadere dalla realtà. Significa riuscire a vederla da un’angolazione diversa. Ed è esattamente quello che molte aziende non riescono ancora a fare con i propri dati.
“Non abbiamo abbastanza dati.”
Questa frase la sentiamo spesso. E se ci immedesimo, siamo consapevoli che è una constatazione onesta.
Solo che, quasi sempre, non è vera.
Nelle PMI i dati ci sono. Sono nei gestionali, negli Excel, nelle anagrafiche clienti, negli ordini, nei preventivi, nelle offerte perse, nei resi, nelle ore lavorate. Ogni giorno l’azienda registra una quantità enorme di informazioni senza accorgersi del valore che sta accumulando.
Il problema quindi non è la mancanza di dati.
Bensì un altro: dove stiamo guardando?
La metafora del lampione va ribaltata
La versione classica dice così: qualcuno cerca le chiavi sotto il lampione, anche se ha la sensazione di averle perse più in là, nel buio.
Uguale uguale accade nelle nostre aziende: la luce c’è, solo che illumina sempre e solo la stessa zona, quella delle metriche abituali, dei numeri che tutti conoscono. E le domande che i manager si pongono non mettono mai in discussione i veri punti salienti.
Così succede che un’azienda guardi il fatturato totale e non il margine per cliente.
Che monitori quanti clienti stanno acquistando, ma non si chieda perché alcuni hanno smesso di esserlo.
Che sappia quali sono i prodotti top seller, ma non abbia mai capito davvero perché altri non decollano.
I dati per rispondere a queste domande - molto probabilmente - esistono già. Semplicemente, nessuno ha ancora spostato il lampione.
Il fatturato totale è una trappola
Prendiamo per esempio il fatturato: facile da leggere. Facile da portare in riunione. Facile da commentare senza che nessuno si senta messo in discussione.
Ma mentre tutti guardano il totale, magari nessuno vede che alcuni clienti assorbono una quantità enorme di risorse rispetto al valore che producono. Che certi prodotti vendono bene ma rendono male. Che alcuni mesi dell’anno si ripetono con una logica precisa, ma nessuno ha mai fermato quel pattern per trasformarlo in una decisione consapevole.
Mettiamola così: la luce del lampione non nasconde i dati. Nasconde le domande.
E non è un problema tecnico
Neanche una questione di software. O di infrastruttura. Non è una questione di “aspettiamo di avere più dati”.
È una questione di postura manageriale.
La Business Intelligence, quando funziona davvero, non la percepisci come un progetto IT. La senti nelle riunioni, nelle scelte quotidiane, nel modo in cui le persone argomentano le proprie decisioni.
Ma questo accade solo quando più persone — non solo il vertice — iniziano a guardare la stessa realtà con una base comune. Quando la domanda smette di essere patrimonio di una persona sola e diventa un’abitudine condivisa in tutta l’organizzazione.
La domanda che facciamo noi
Quando il team Adoption di Ellycode lavora con le aziende, non parte quasi mai da:
“Quanti dati avete?”
Ma da:
“Qual è il vostro problema di business che volete risolvere?”
La prima porta a un inventario tecnico. La seconda apre una conversazione strategica.
Quali numeri guardate ogni settimana? Quali ogni mese? Quali non guardate mai? Quali decisioni prendete ancora per abitudine, intuizione o memoria, senza una vera evidenza condivisa?
È lì che, di solito, inizia il lavoro vero. E con Elly, spesso, è anche lì che arriva la prima sorpresa: i dati che pensavano di non avere erano già dentro il gestionale. Nessuno aveva ancora fatto la domanda giusta.
Tiriamo una linea: la Business Intelligence non inizia quando arrivano nuovi dati, ma quando qualcuno decide di usare in modo diverso quelli che ha già.
Il problema del lampione non è il buio. Non è la tecnologia. Non è la scarsità di risorse. Ma è che ci obbliga a guardare sempre la stessa porzione di realtà.
E quella, a differenza del software, si cambia con una domanda sola: stiamo guardando nel posto giusto?


