Da dove si comincia davvero
Meno tempo sprecato, più chiarezza e lucidità. Buon 2026!
Bentornati al nostro consueto appuntamento settimanale con la Business Intelligence per tutti. Siamo arrivati all’articolo numero 114 che, incidentalmente, è anche il primo del 2026. E usciamo il 1° gennaio. Mix perfetto.
Iniziamo davvero alla grande. Buon anno!
Si apre un’agenda nuova di zecca. Obiettivi nuovi e luccicanti ci aspettano sulla scrivania. Promesse a noi stessi (e agli altri) e tanti buoni propositi che suonano benissimo sulla carta, almeno finché non tornano le mail, le urgenze dell’ultimo minuto e i soliti, inevitabili incastri. E puntualmente torna anche sempre la stessa domanda: da dove cominciamo stavolta?
Negli ultimi mesi la risposta più facile è stata una sola: dall’AI. Perché l’intelligenza artificiale è ovunque. Perché “quest’anno dobbiamo farla per forza”. Perché ce la stanno vendendo come il pulsante magico che sblocca tutto.
Solo che, nella vita reale delle aziende (quella dove il caffè si rovescia e i server si bloccano), non serve un pulsante. Serve lucidità.
E qui ci aiuta una frase che, per noi, descrive benissimo lo spirito con cui vorremmo affrontare questo 2026, senza ansia da prestazione:
“Il nostro compito non è tanto vedere ciò che nessuno ha ancora visto;
ma pensare a ciò che nessuno ha ancora pensato,
riguardo a ciò che tutti vedono.”
— Erwin Schrödinger
Perché è inutile girarci intorno, tutti vedono gli sprechi. Tutti vedono l’attrito. Tutti vedono i soliti incasinatissimi Excel che girano di Pc in Pc.
Il punto non è cambiare tutto da un momento all’altro - spoiler: non funziona quasi mai - ma ripensare i processi, i flussi e i sistemi (che da sempre sono così) in modo diverso: senza particolari ansie o preoccupazioni, ma una grande opportunità di margine da recuperare e mettere a bilancio.
Tuttavia prima di entrare nel vivo, con tutta la calma che il primo giorno dell’anno ci impone, accompagniamo la lettura con un grandissimo pezzo:
🎵 Everything in Its Right Place — Radiohead
Perché il 2026, prima di essere l’anno delle grandi idee, può essere l’anno in cui rimettiamo le cose al posto giusto.
(la trovate nella nostra playlist Data Grooves: prima aggiunta ufficiale del 2026.)
Il primo spreco dell’anno
C’è un costo che nei bilanci non trovi scritto da nessuna parte. Non ha una riga dedicata, non ha un’imputazione chiara e definita. Eppure, a fine anno, pesa come un macigno: il tempo perso.
Lo vediamo ogni giorno. Dati sparpagliati su sistemi diversi. Excel infiniti che diventano l’unica colla tra uffici che, di fatto, non si parlano. Report che arrivano (chissà da dove poi) quando la decisione è già stata presa o comunque molto dopo il loro tempo utile.
E non finisce qui (avrebbe detto Corrado), perché poi ci sono anche loro: le riunioni di allineamento. Quelle convocate non per decidere, ma per capire, condividere, cercare di capire quale numero è quello vero.
Però vogliamo a essere chiari: qui non è inefficienza “per colpa di qualcuno”.
Ma è solo quello che succede quando i sistemi non dialogano e nessuno ha mai messo ordine davvero.
Il paradosso? Il 1° gennaio parte un nuovo anno. I processi, invece, ripartono vecchi e inefficienti come prima.
Perché non è (solo) un tema di AI
A questo punto la tentazione è forte: “Vabbè, ma adesso c’è l’AI. Facciamolo fare a lei”.
Andiamoci cauti, bisogna stare attenti.
Perché l’AI, da sola, non mette ordine al caos. Se trova disordine, lo espande, lo amplifica, lo accelera. Se trova definizioni ambigue, le moltiplica. Se trova dati incoerenti, li impacchetta in una risposta pulita e convincente. E proprio per questo diventa più pericolosa.
È qui che entra in gioco la Business Intelligence, quella vera.
Non la BI intesa come “report statico di fine mese”, ma come infrastruttura decisionale: dati accessibili quando servono, metriche condivise (ma condivise davvero), una lettura univoca della realtà.
Senza questa base, l’AI resta una scorciatoia. E nelle aziende, si sa: le scorciatoie spesso portano fuori strada.
La Reason Why di Elly (costruire ponti, non muri)
Elly nasce per aiutare i decisori a guardare in maniera semplice e accessibile il mondo reale, le slide le lasciamo a qualcun altro.
Nelle aziende i dati ci sono già. Il problema è che spesso sono muti: frammentati, non allineati, difficili da interrogare. Elly invece è pensata per collegare i puntini, far emergere le informazioni, dai dati che esistono già: ERP, CRM, quei vecchi gestionali verticali che nessuno vuole toccare, i database storici.
Non chiediamo a nessuno di radere al suolo l’azienda e ricostruire da zero.
Noi costruiamo ponti.
E in Elly l’AI non è una spolverata finale come lo zucchero a velo sul panettone che avete mangiato ieri sera alla vigilia di Capodanno.
Lavora fin da subito nelle fondamenta: riduce la fatica sporca della preparazione dei dati e supporta chi deve costruire l’impianto analitico, quello che poi regge tutto.
Solo quando la base è solida — dati coerenti, KPI chiari — l’AI cambia mestiere.
E diventa interfaccia.
È questo il momento in cui la BI smette di essere “roba per tecnici”.
Con l’AI come interfaccia, diventa naturale fare domande in linguaggio naturale e semplice, esplorare i numeri senza dover aprire ticket all’IT, capire perché un valore sta cambiando e non solo di quanto. Si passa dall’intuizione alla verifica in pochi secondi.
La BI torna a essere quello che deve essere: un modo per decidere meglio.
Ogni giorno. Non una volta al mese.
Nessun uomo (e nessun software) è un’isola
C’è un ultimo aspetto che per noi conta molto e che nel 2026 sarà cruciale: le partnership.
La BI non vive nel vuoto pneumatico. Vive dentro i database, i software verticali, vive grazie ai consulenti e ai system integrator, respira nei contesti specifici di ogni settore. Elly è progettata esattamente per questo ecosistema: per integrarsi, per finire dentro altri prodotti, per crescere insieme a chi conosce i processi dei clienti meglio di chiunque altro.
La democratizzazione del dato non è solo uno slogan da markettari. È olio di gomito.
È tanto lavoro quotidiano fatto di integrazioni, casi reali e scelte pragmatiche.
Un buon proposito per il 2026
Forse il modo giusto di iniziare l’anno non è chiedersi quali cose mirabolanti farà l’AI nel 2026.
Meglio una domanda più semplice, e molto più utile:
dove stiamo ancora perdendo tempo, perché non riusciamo a sfruttare al meglio i dati che già abbiamo?
Iniziamo l’anno con una verità davvero banale: la Business Intelligence potenziata dall’AI fa miracoli. Serve a fare molto bene le cose normali, ogni giorno.
Se dobbiamo scegliere un buon augurio per il 2026, per noi è questo:
meno tempo sprecato, più chiarezza e lucidità.
Buon anno da tutto il team Ellycode!


