C’è una convinzione che accompagna Ellycode praticamente da quando siamo nati: la conoscenza non dovrebbe essere un privilegio di pochi.
È il motivo per cui abbiamo cominciato a lavorare sulla democratizzazione della Business Intelligence, sull’accessibilità dei dati e, più recentemente, su tutti quegli strumenti che permettono alle persone di comprendere meglio il proprio lavoro e prendere decisioni più consapevoli.
Nel marzo del 2025, al numero 71 di questa newsletter, vi abbiamo raccontato la nostra scelta di abbracciare il Build in Public, aprendo il processo di sviluppo di Elly al confronto con clienti, partner e community. Una scelta che ci accompagna ancora oggi, perché siamo convinti che un prodotto possa migliorare enormemente quando chi lo utilizza ha la possibilità di contribuire alla sua evoluzione.
Questa settimana arriviamo al numero 152 della nostra newsletter e vogliamo raccontarvi qualcosa che nasce dalla stessa filosofia, ma che riguarda più da vicino il modo in cui abbiamo deciso di lavorare all’interno della nostra azienda.
Lo chiamiamo Build in Company e, come spesso accade con le cose a cui teniamo di più, è un'idea piuttosto semplice da raccontare, ma molto più impegnativa da mettere in pratica.
Prima però, come sempre, apriamo Spotify e tiriamo fuori la nostra playlist Data Grooves:
🎵 “Team” — Lorde, Pure Heroine (2013)
Una canzone che ci piace associare all’idea di costruire qualcosa insieme alle persone con cui si condivide un percorso, trovando una propria identità senza necessariamente seguire le regole che qualcun altro ha scritto per noi.
Le idee non seguono l’organigramma.
In un’azienda le competenze sono distribuite in modo molto meno ordinato di quanto potrebbe far pensare un organigramma.
Chi parla con i clienti raccoglie esigenze che magari non arrivano mai a diventare richieste formali. Chi sviluppa conosce possibilità e limiti del prodotto che possono sfuggire a chi lo vende. Chi segue i partner si accorge di opportunità che nessuno aveva previsto quando è stata progettata una funzionalità. E poi ci sono tutte quelle osservazioni che emergono durante una riunione, una telefonata o una dimostrazione del prodotto, magari da una domanda che inizialmente sembrava persino banale.
Tutta questa conoscenza esiste già, cresce ogni giorno attraverso il lavoro delle persone e rappresenta una parte importante del patrimonio di un’azienda.
Con il Build in Company abbiamo quindi deciso di aprire a tutte le persone di Ellycode la possibilità di proporre funzionalità, miglioramenti, esigenze e nuove direzioni da esplorare.
Non vogliamo che soltanto chi si occupa formalmente di prodotto possa contribuire alla sua evoluzione, perché le idee interessanti possono nascere ovunque e perché ognuno di noi, attraverso il proprio lavoro, ha la possibilità di conoscere Elly da un punto di vista differente.
Il Build in Public ci permette di ascoltare chi vive il prodotto dall’esterno. Il Build in Company ci aiuta a fare in modo che quella conoscenza, insieme alle esperienze del nostro team, possa contribuire alla sua crescita.
Partecipare alla costruzione significa anche comprenderne le scelte.
Naturalmente, aprire le porte alle idee non significa trasformare ogni decisione in una votazione collettiva: chiunque abbia lavorato allo sviluppo di un software sa che le esigenze sono sempre molte più del tempo necessario per soddisfarle, che le priorità possono cambiare e che anche una buona idea può non essere quella giusta in un determinato momento.
Nel nostro Build in company tutti possono proporre, chi segue il prodotto valuta le proposte e la responsabilità delle decisioni rimane a chi deve tenere insieme le esigenze emerse, le risorse disponibili e la direzione complessiva di Elly.
Ma c’è un aspetto a cui teniamo particolarmente: vogliamo che le ragioni di queste decisioni siano condivise e comprensibili, anche da chi avrebbe preferito una soluzione diversa.
Perché una proposta rimandata può raccontare molto sulle priorità del prodotto, così come un’idea modificata durante il confronto può far emergere vincoli o opportunità che inizialmente nessuno aveva considerato.
Pensiamo, per esempio, ai Custom Agents, di cui abbiamo parlato anche in questa newsletter. L’esigenza di utilizzare Elly per svolgere attività che vanno oltre l’analisi dei dati porta con sé questioni che:
riguardano il ruolo del prodotto,
le informazioni che deve poter utilizzare
e il rapporto con le applicazioni dei nostri partner.
Sono temi sui quali il confronto tra chi conosce le esigenze del mercato, chi sviluppa il prodotto e chi lavora quotidianamente con clienti e partner può aggiungere elementi importanti.
E anche quando una proposta non diventa una funzionalità, il confronto non è necessariamente tempo perso. Può averci aiutato a scoprire un problema, a chiarire una priorità o a capire che qualcosa che davamo per scontato non lo era affatto.
Il risultato, quindi, non è soltanto quello che eventualmente andremo a sviluppare, ma anche ciò che abbiamo imparato e la maggiore consapevolezza con cui potremo affrontare le scelte successive.
Vogliamo che Elly cresca attraverso il confronto con il mercato e grazie alle competenze delle nostre persone, e che queste ultime possano crescere comprendendo sempre meglio il prodotto che contribuiscono a costruire.
Dove invece stiamo noi e quale rischio vogliamo evitare:
C’è un rischio che vogliamo evitare: quello di abituarci a pensare che alcune cose non ci riguardino, che certe idee non spettino a noi o che tanto, alla fine, qualcun altro deciderà.
È un’abitudine che può nascere anche nelle aziende migliori, senza che nessuno lo voglia davvero. E con il tempo rischia di lasciare inutilizzata una quantità enorme di conoscenza, entusiasmo e voglia di fare.
Il Build in Company è il nostro modo di contrastarla, cercando di dare alle persone la possibilità di contribuire alla costruzione del prodotto e, attraverso il confronto, di conoscere meglio anche l’azienda di cui fanno parte.
Non sappiamo quante delle idee che nasceranno da questa iniziativa diventeranno funzionalità di Elly. Ci auguriamo tante, naturalmente, ma c’è un risultato che ci interessa ancora di più: che nessuno in Ellycode smetta di avere idee perché pensa che non sia compito suo.
Anche perché il prossimo suggerimento capace di migliorare Elly potrebbe arrivare da un cliente, da un partner o da una persona del nostro team. E noi vogliamo essere un’azienda capace di riconoscerlo, ascoltarlo e dargli la possibilità di fare strada.
E voi? Nella vostra azienda, quando qualcuno ha un’idea per migliorare qualcosa, che cosa succede? 👉 Scoprite più da vicino il progetto Elly su ellybi.com .


